Sono nato all'ospedale di Niguarda nel 1986, e ho sempre vissuto in zona 9, tra tutti i suoi quartieri. La mia prima residenza è Dergano, ma frequento al mattino le scuole elementari a Bruzzano, e trascorro buona parte dei pomeriggi con i nonni in Comasina.
All'età di 10 anni mi trasferisco ad Affori, quartiere che amo e nel quale risiedo tuttora. Frequento il liceo Scientifico a Niguarda, e intanto la passione per la nostra città e la politica cresce. Oggi studio Scienze Politiche all’Università Statale di Milano.
Dal 2008 incomincio a collaborare, con l'allora assessore all'Identità, Marketing Territoriale e Turismo del Comune di Milano Massimiliano Orsatti (oggi Consigliere Regionale della Lombardia). In questo modo ho avuto l’opportunità di conoscere più da vicino eccellenze meno note della nostra splendida città e, per via della delega all’Identità, l’ampissimo patrimonio storico/culturale di Milano. Mi piacerebbe mettere a disposizione l’esperienza maturata in questo campo nel Consiglio di Zona 9.
Nel 2007 fondo ad Affori il “Comitato Salis 4”, per il quale raccolgo più di 300 adesioni e con cui ottengo lo sgombero, nonché la relativa messa in sicurezza, dell’area che a breve vedrà sorgere il nuovo comando del Corpo Forestale dello Stato - Lombardia.
Nel 2009 sono candidato in consiglio provinciale nel collegio 8 “Affori-Bruzzano” per la Lega Nord, collegio che ottiene il 17,5% dei voti, rispetto alla media cittadina del 12,6%. Sempre nel 2009 sono co-fondatore del MUP Milano Bicocca, associazione universitaria di cui sono tuttora vicepresidente, e che alle elezioni del 2010 ha eletto un suo rappresentante nel Consiglio di Facoltà di Economia.
Ma nel 2009 do il via anche alla sfida più importante. Nasce, da una idea mia e dell’assessore Orsatti, il “Comitato Salviamo Villa Litta”, più di un migliaio di firme raccolte, attenzione dei media al problema, accordo con il FAI (Fondo ambiente italiano) per il progetto “Luoghi del Cuore” e la sistemazione parziale della facciata al piano terreno, sono solo i primi risultati raggiunti. L’impegno per la Nostra Villa Litta rimane sempre una delle mie priorità e proseguirà fino alla ristrutturazione e rivalutazione completa, convinto che tutto ciò sia più facile con la mia presenza in Consiglio di Zona.
Perché mi candido:
1 - Il primo punto è l'amore per Milano, che è il motore della mia attività politica.
2 - Più verde: creazione di nuovi spazi, ampliamento e salvaguardia dei parchi esistenti. Inoltre, ove possibile, prevedere di alberare i viali della zona.
3 - Più sicurezza: maggiore presenza della polizia locale e delle forze dell'ordine sulle strade e nei luoghi di particolare pericolosità. Inoltre propongo un controllo costante del territorio in modo da individuare immediatamente situazioni di particolare degrado e/o la presenza di campi nomadi abusivi, quindi mettere in sicurezza le aree interessate dal fenomeno al più presto. Controllo e segnalazione delle occupazioni abusive nelle case popolari.
4 - Più posti auto per i residenti: inserimento nelle zone nevralgiche di aree riservate alla sosta dei residenti (strisce gialle) e costruzione di nuovi posteggi.
5 - Più attenzione per i ciclisti: nuove piste ciclabili e rastrelliere nei punti dove ve ne sia bisogno.
6 - Mercati rionali più efficienti e meno sporchi, soprattutto predisporre la raccolta differenziata e rifacimento della pavimentazione anti-ristagno e anti-odore nelle zone di vendita del pesce, con fornitura di acqua corrente ed elettricità.
7 - Identità: favorire le botteghe storiche con iniziative mirate alla conservazione delle attività.
8 - Miglior utilizzo degli spazi pubblici in carico alla zona 9.
9 - Impegnare la struttura comunale affinché Villa Litta e le sue scuderie vengano restituite ai cittadini nella loro totalità.
10 - Creazione di un "Ecomuseo" presso la ex stazione ferroviaria di Affori FNM.
11 - Apertura il sabato di alcuni uffici comunali per garantire il rilascio di certificati e documenti.
12 - Stop al disordine urbano: basta cartelli inutili ovunque, buche nelle strade, erbacce sui marciapiedi e auto posteggiate sui marciapiedi o sulle strisce pedonali.
13 - Verifica dell’efficienza, nonché della funzionalità, sui lavori pubblici effettuati in zona, ad esempio le pendenze dei marciapiedi o delle sedi stradali, che troppo spesso sono messe in opera con superficialità e che creano situazioni di particolare disagio soprattutto quando piove.
14 - Laddove assenti, prevedere la costruzione degli scivoli nei pressi degli attraversamenti pedonali
15 - Meno traffico e meno smog, con mutamenti di sensi di marcia, interdizione ai mezzi pesanti di alcune vie, interdizione totale nelle ore diurne ai TIR.
16 - Ascolto e partecipazione: dialogo costante con i cittadini per poter riuscire al meglio nel difficile compito di amministrare una zona di quasi 200.000 abitanti.
mercoledì 4 maggio 2011
giovedì 14 aprile 2011
OGNUNO DI NOI HA DIRITTO DI VIVERE IN PIENA TRANQUILLITA' NELLA PROPRIA ABITAZIONE
Uscire tutte le mattine con l'ansia di non trovare più tutti i propri oggetti cari e acquistati con tanti sacrifici al rientro, o ancor peggio, addormentarsi con la paura che qualcuno si introduca in casa propria durante la notte, è tremendo. Dover fare il giro di tutto il palazzo per avvisare i vicini che degli zingari hanno segnato tutte le nostre porte, oppure sentire gridare alle 2 di notte la vicina perché vede aprirsi la porta d'ingresso davanti ai propri occhi è un esperienza che non auguro a nessuno. Andare al mercato, prendere la Metro, camminare in centro, avendo la paura giustificata che qualcuno ti metta le mani in tasca o nella borsa è brutto. Vedere due zingare che si spartiscono i vestiti rubati dal bidone della Caritas è qualcosa di tremendamente disarmante. Aver timore di uscire la sera e, ancor peggio, aver timore per la propria madre o fidanzata già all'imbrunire non è da paese civile. In ultimo, leggere sulla cronache di tutti i giorni notizie che non vorremmo mai sentire, come ad esempio la baby gang di ragazzini rom di 13 anni che vessavano, terrorizzavano e derubavano i compagni di scuola tutti i giorni è orribile. Questa città, questa nazione, ha bisogno di regole ferree, e che queste persone che ci fanno stare male tutti i giorni, vadano in galera e ci rimangano per tanto tempo.
venerdì 11 febbraio 2011
LOMBARDIA NOTIZIE - FORMIGONI: NON DIMENTICARE L'ORRORE DELLE FOIBE
CELEBRATO IN CONSIGLIO REGIONALE IL GIORNO DEL RICORDO
(Ln - Milano, 10 feb) "Il dovere che ci attende è quello di non dimenticare e non far cadere nell'oblio una pagina della storia non solo italiana, ma anche europea, che colpevolmente è stata taciuta per troppi decenni". Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha voluto esprimere un richiamo a non dimenticare il martirio e l'esodo giuliano-dalmata-istriano: l'occasione è stata la celebrazione del 'Giorno del ricordo' presso l'aula del Consiglio regionale. Presente, accanto a Formigoni, il presidente della Consulta regionale dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Sissy Corsi. "Il sacrificio degli italiani dell'Istra, di Fiume e della Dalmazia - ha sottolineato Formigoni - è stato taciuto per una convergenza di interessi, che vanno individuati nelle logiche che hanno portato alla Guerra Fredda e, in fondo, ancora una volta nei tratti caratteristici del secolo scorso. Tuttavia, oggi, liberi da condizionamenti ideologici, ciascuno di noi - a cominciare dal livello istituzionale per arrivare alle scuole - deve tributare l'onore dovuto agli esuli e alle vittime, a quanti hanno perso la propria terra, i propri cari e spesso la propria vita".
Giorno del ricordo, dunque, e di riflessione sulla storia della cessione della città di Fiume, del territorio di Zara, del Carso triestino e goriziano e della creazione del territorio libero di Trieste: "Diecimila italiani furono sacrificati sull'altare di una pace che aveva più che altro i tratti di un preciso interesse geopolitico. Oltre alle morti innocenti, il risultato di quel disegno fu l'esilio coatto di 350.000 profughi". "Le tristi vicende che oggi ricordiamo - ha richiamato Formigoni - sottopongono alla nostra Riflessione proprio il paradosso evidenziato da Bettiza, ovvero il prolungamento di un odioso conflitto dietro proclami di giustizia e in tempo di pace. È noto, infatti, che le truppe del Maresciallo Tito avviarono, già all'indomani dell'8 settembre 1943, una politica di epurazione nei confronti degli Italiani che si trovavano sul confine orientale, culminata nel maggio del 1945. Cittadini di nazionalità italiana furono gettati nelle foibe e internati nei campi di concentramento titini, secondo la folle equazione per cui un Italiano era per forza un fascista".
A conclusione della cerimonia la premiazione della terza edizione del concorso per le scuole "L'esodo degli Italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia: storie, persone, affetti". E proprio agli studenti Formigoni ha voluto rivolgere un forte appello: "Nel campo della libertà e della democrazia occorre sempre esercitarsi per riconquistare i valori della pace e della giustizia". (Ln)
domenica 16 gennaio 2011
FIAT: Hanno rischiato in tanti, ma l'accordo è stato confermato dai dipendenti
La FIOM ha rischiato di lasciare a casa 5.000 dipendenti, con il SUO no. 5000 persone con una famiglia da mantenere in un periodo economico difficile; 5000 disoccupati che sarebbero costati qualcosa come 15 milioni di €uro circa al mese, in carico alle casse di disoccupazione dello Stato, di fatto a noi che lavoriamo e paghiamo le tasse. Per cosa poi? Se tutti i sindacati, tranne uno, avevano avallato il si, un motivo ci sarà stato. Se Fassino e D'Alema, non certo due industriali o due "padroni" della prima ora, erano per il sì, un reale motivo ci sarà stato. E il no per che motivo era? Per quei 10 minuti in meno di pausa? Ricordiamoci che congiuntamente a questo vi sarà anche un aumento di stipendio e che FIAT ha promesso investimenti e nuovi posti di lavoro. Non poco in questo momento dove tutti delocalizzano. (LEGGI PIANO INDUSTRIALE)
Fatta la premessa, in democrazia ognuno è libero di esprimere la propria opinione, infatti Marchionne ha permesso democraticamente un referendum, nonostante un accordo già sottoscritto dai sindacati. Voglio vedere quante altre persone avendo il suo potere sia di possibilità alternative che contrattuale, anche non imprenditori ma semplici cittadini, sarebbero stati così collaborativi e permissivi, ovvero avrebbero permesso una consultazione. Consultazione che ha dato un risultato, che tutti ora, secondo me, dovranno rispettare.
| Airaudo - FIOM |
In conclusione una piccola nota di colore. Il sig. Airaudo (FIOM) sempre presente in televisione, era vestito con un interessante giubbotto da circa 350 €uro, non certo un capo di abbigliamento da operaio sfruttato.
venerdì 24 dicembre 2010
LOMBARDIA NOTIZIE - SEVESO: CON 23,5 MLN VIA LIBERA ALLO SCOLMATORE
PUÒ PARTIRE LA GARA PER LA SICUREZZA IDRAULICA DEL CAPOLUOGO
BELOTTI: MANTENUTI GLI IMPEGNI CON PROVINCIA E COMUNE MILANO

(Ln - Milano, 21 dic) Regione Lombardia con una convenzione approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore al Territorio e urbanistica Daniele Belotti, mette a disposizione dell'Agenzia Interregionale per il Po (Aipo) i fondi - 23,4 milioni di euro - attraverso i quali Aipo e provincia di Milano possono attivare la gara di appalto per l'adeguamento del Canale Scolmatore di Nord Ovest, tra i comuni di Senago e Settimo Milanese (Mi). La delibera approva e aggiorna la specifica convenzione che regola, appunto, i rapporti tra Regione e Aipo, ente attuatore dell'intervento di adeguamento del Canale Scolmatore. L'intervento è fondamentale per la messa in sicurezza della città di Milano dalle esondazioni del torrente Seveso. L'ultima di queste esondazioni è avvenuta il 18 settembre scorso e ha provocato pesanti disagi alla popolazione e ingenti danni economici.
L'intervento è stato previsto nell'ambito dell'Accordo di programma per la salvaguardia idraulica e la riqualificazione dei corsi d'acqua dell'area metropolitana milanese sottoscritto il 19 giugno 2009 tra Regione, Comune di Milano, Provincia di Milano, Autorità di bacino del fiume Po e Aipo. L'Accordo costituisce uno degli strumenti per la realizzazione del Programma Attuativo Regionale (Par), che definisce le priorità di intervento su cui collocare le risorse nazionali del Fondo Aree Sottoutilizzate (Fas); in particolare, l'obiettivo 1.4 del Par mira specificamente alla realizzazione di "infrastrutture e tecnologie per la sicurezza idraulica", con "priorità per la messa in sicurezza dell'area Expo e per la valorizzazione del tema acqua". Viene quindi garantita, senza soluzione di continuità, la proficua sinergia degli enti coinvolti nel precedente Accordo stipulato nel 1999 per la realizzazione, gestione e manutenzione delle principali opere idrauliche a difesa della città di Milano. (Ln)
BELOTTI: MANTENUTI GLI IMPEGNI CON PROVINCIA E COMUNE MILANO

"Come promesso, abbiamo lavorato sodo e con successo – commenta il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni – per mettere insieme tutte le risorse necessarie. Si apre ora la fase della progettazione definitiva e della realizzazione dei lavori tanto attesi". "L'approvazione di questa convenzione - afferma l'assessore Belotti - conferma che sulla questione Seveso stiamo tenendo alta la guardia, mantenendo gli impegni presi nel tavolo tecnico politico tenutosi con la Provincia, il Comune di Milano e il Comune di Senago: una collaborazione proficua e sinergica degli enti coinvolti nel precedente Accordo stipulato nel 1999 per la realizzazione, la gestione e la manutenzione delle principali opere idrauliche a difesa della città di Milano".
Il Canale Scolmatore di Nord-Ovest, realizzato a partire dalla metà degli anni '50 e completato, almeno in un primo assetto funzionale, nel 1980, costituisce il fulcro del sistema di protezione dell'abitato di Milano dalle acque di piena provenienti dai corsi d'acqua correnti con direzione nord-sud, che attraversano la prima cintura e poi il centro stesso di Milano. Il Canale Scolmatore ha una lunghezza di circa 34 km, e si estende dal torrente Seveso, in località Palazzolo, fino al fiume Ticino. In località Vighizzolo un deviatore convoglia parte delle acque anziché al Ticino, al Lambro Meridionale.
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| Tgcom © |
sabato 18 dicembre 2010
Maxi operazione antidroga della Gdf di Como: in manette 29 persone
Milano, 18 dic. - (Adnkronos) - Le Fiamme Gialle della Polizia Tributaria di Como hanno concluso un'importante operazione con cui e' stata decapitata un'organizzazione criminale di trafficanti di droga operante nella provincia di Como e nel nord Italia, e che ha portato al sequestro di 15 chili di cocaina, 31 chili di eroina e quasi 10 chili di marijuana e all'arresto di 29 persone. Partendo da una segnalazione della polizia belga, che aveva arrestato, nel maggio del 2008 a Bruxelles, cinque persone ricercate per un mandato di arresto europeo emesso dal Tribunale di Milano, i finanzieri comaschi hanno ricostruito l'esistenza di una struttura criminale, formata prevalentemente da albanesi, e collegata a grandi gruppi criminali operanti tra Belgio, Olanda, Svizzera, Slovenia, Albansi ed Italia, che gestiva una cospicua parte del mercato locale di cocaina ed eroina, ma anche di marijuana.Le indagini sono state condotte dal Nucleo Polizia Tributaria di Como, coordinate da Giovanni Fabrizio Narbone, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, ed hanno visto la collaborazione delle polizie di diversi stati europei, le quali hanno, tra l'altro, sequestrato ulteriori 38 chili di stupefacenti, nonche' della Polizia Ferroviaria di Milano, anche tramite il canale di cooperazione giudiziaria Eurojust.
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